Sì, viaggiare

I segreti del tempio di Afrodite nell’isola di Kythira

L’affascinante isola di Kythira, situata sotto la terza penisola del Peloponneso, in Grecia, racchiude tesori storici e archeologici dal 5000 A.C.
Uno dei più bei percorsi da fare a piedi è quello che porta a quello che in antichità era lo splendido tempio di Afrodite.
Questa escursione porta indietro nel tempo e permette, con degli approfondimenti, di capire la ricchezza più nascosta dell’isola.

A Kythira nei due millenni dal 3000 A.C. al 1000 A.C., fine del dominio miceneo in Grecia, il centro della vita e civiltà si è sviluppato nella costa di Skandia, Kastri, Paleopoli, nella fertile pianura percorsa dai fiumi Paleopoli e Platilangadi, che nascono dall’altopiano di Paliokastro, lo lambiscono alla base sud e nord rispettivamente, attraversando tutta la vallata e sfociano molto vicino l’uno all’altro a Skandia.
È questa l’area dove sono state fatte principalmente le ricerche archeologiche che fin dal XIX secolo, ma soprattutto nel XX secolo, hanno portato interessanti ritrovamenti dagli scavi dei periodi minoici, micenei, classici e bizantini.
Nel periodo l’area è stata la più popolata dell’isola per le risorse idriche – il fiume Paleopoli aveva acqua abbondante anche in estate – agricole e per la sicurezza, dovuta alla presenza delle flotte minoiche e poi micenee; nello stesso periodo la zona di Paliokastro, a circa 300 metri sul livello del mare era totalmente deserta.
Ma con la fine del periodo miceneo, c’è stata una migrazione di popoli verso l’interno, in cerca di maggior sicurezza ed è stata fondata nel periodo arcaico circa nell’800 A.C. e poi fortemente sviluppata la città di Kythera.
Si trattava di un luogo ideale per costruire una città sull’altopiano, di cui le parti nord, ovest ed est erano inaccessibili e solo una parte sud declinava più agevolmente sulla vallata.
La nuova città fondata aveva quindi forti mura nella sola parte sud e costituiva nel suo insieme una cittadella fortificata inespugnabile.

 

Piano di fortificazione generato al computer ( cortesia di J.Fardoulis )

Questa era già una tipica polis greca con l’agorà nella parte mediana, un’acropoli con il tempio di Atena ed il più famoso e antico tempio di Afrodite vicino all’agorà. Attualmente sono ancora visibili: sull’acropoli la chiesa di AG. Jorgo (1200 A.D.), vicino il basamento del tempio di Atena, parti delle mura arcaiche, la splendida chiesa paleocristiana di A. Kosmas del V secolo A.D., una delle più antiche della cristianità.

Vista con chiesa di Agios Kosmas verso la punta di Paliocastro

La cittadella di Kythera è stata uno dei luoghi più venerati per il culto di Afrodite, il più antico e visitati dei templi greci. Lo testimonia Pausania, storico, viaggiatore del II secolo A.D., che ha visitato e descritto i più importanti siti della Grecia classica. Le sue descrizioni testimoniano che l’importante santuario di Afrodite Ourania era nella città chiamata Kythera, che si trova a circa 10 stadi dalla costa di Skandia, sull’altopiano di Paliokastro.
Un’altra testimonianza più antica del V secolo A.C. è data da Tucidide ne “La guerra del Peloponneso”, libro IV capitoli 53 e 54.
“Nella stesa estate del 424 a.c. con una squadra di 60 navi, gli ateniesi forti di 2000 opliti e uno scarso contingente di cavalleria, fecero una spedizione contro Citera. Li dirigevano gli strateghi Nicia, figlio di Nicerato, Nikostrato e Autocle. Citera è un’isola sita di fronte alla Laconia, presso il capo Malea. Gli isolani sono lacedemoni della classe dei perieci.
Il potere era esercitato dal Citorodice, autorità spartana che comandava una guarnizione di opliti. Era un’isola di grandissima importanza per Sparta, con il porto di Skandia per i suoi traffici dall’Egitto, Libia e verso il Peloponneso e la Grecia. Inoltre era anche un valido argine alle incursioni dei pirati contro le località della Laconia, poiché in tutta la sua estensione l’isola si protende verso il mare di Sicilia e Creta.
Kythira fu conquistata facilmente da Nicia, senza combattimenti; all’arrivo della flotta ateniese a Skandia, la guarnizione spartana e la popolazione fuggirono e si ritirarono all’interno dentro le mura della cittadella sull’altopiano di Paliokastro. Nicia pose l’assedio ma negoziò una resa con i lacedemoni che lasciarono salvi l’isola per il Peloponneso. Guarnigioni e coloni ateniesi presero possesso di Kythira e dell’isola.”

Tucidide non parla mai del tempio di Afrodite nel suo libro, ma tutti i suoi interessi sono militari e politici; fornisce elementi precisi sull’importanza e la storia dell’isola, la geografia dei luoghi di scambio e Paliokastro.

Paliokastro, sketch plan ( cortesia di J.Fardoulis )

Il tempio di Afrodite è stato, come detto, il più importante e visitato in tutta la Grecia.
Oggi non esiste più alcun resto fuori terra. Nel 1500 A.D. un visitatore veneziano riferisce di aver visto solo una parte di una colonna rimasta in piedi. Il tempio si trovava in una zona di Paliokastro sotto l’acropoli e in una notevole pendenza; nel tempo vari terremoti, alluvioni e valanghe di detriti hanno distrutto tutte le parti esterne.

Dove si trova il tempio?

Secondo Heinrich Schliemann, che aveva visitato Paliokastro nell’800 e aveva redatto un dettagliato rapporto, il tempio si trova sotto la chiesa di A. Kosmas. I motivi che portavano a questa convinzione erano sostanzialmente due: le pareti della chiesa A. Kosmas, di piccole dimensioni, sono state costruite con enormi pietre lavorate, inclusi pezzi di colonne e capitelli, che provenivano dal tempio di Afrodite; inoltre le colonne senza scanalature che sostengono gli archi e il tetto della chiesa, sono fissati con dei basamenti fortemente ancorati al pavimento.

Piani della chiesa A. Kosmas
Chiesa di A. Kosmas (Tempio di Afrodite)

Schliemann sosteneva che erano rimasti nel luogo d’origine e che non potevano essere trasportati da un altro luogo e rimessi nella chiesa. Tale ipotesi, accettata per oltre un secolo, è stata messa in discussione negli anni ’70 dal Professore G. Huxley, che ha fatto importanti scavi per decenni nell’aria di Skandia, Kastri e Paliokastro. Sostiene che il tempio di Afrodite non può essere sotto il basamento della chiesa, perché è una zona scoscesa, con rocce, e non poteva contenere lo spazio piano necessario per il precinto e che tutti i templi devono avere per camminatoi e rampe di accesso. Suggerisce un altro luogo, circa 150 metri distante dalla chiesa, a nord vicino alla cresta del dirupo, a metà strada dalla chiesa A. Jorgo sull’akropoli e A. Kosmas.
Huxley afferma infatti che “il terreno livellato qui è tenuto da un muro di larghi blocchi grezzi poligonali, che possono bene appartenere, come capitelli di A. Kosmas, al periodo arcaico”.
Inoltre aggiunge una nota, con tipico humor inglese “sfortunatamente non abbiamo avuto il privilegio di scavare canali nella zona”.
Ci sono ancora progetti per riprendere gli scavi, che sono di difficile esecuzione per la particolarità del terreno di Paliokastro, la presenza della chiesa, la logistica degli interventi.

Paliokastro, vista da Ovest; A.Georgios è visibile sulla parte sinistra del colle

Pur tuttavia la visita a Paliokastro è un’occasione straordinaria di vedere uno dei posti più belli dell’isola non solo per i residui archeologici, per le mura, per il basamento del tempio di Atena, per le due chiese, ma anche per la visione completa di tutta la cittadella di Kythira, con un panorama mozzafiato a trecentosessanta gradi sull’isola, il Peloponneso ed in lontananza, a volte in Inverno, anche Creta con il monte Ida innevato.

Provare per credere!

Bibliografia
“The archaeology of Kythera” by Timothy E. Gregory & Lita Tzortzopoulou-Gregory
“Kythera – Excavations and studies” by G.L.Huxley

Un commento su “I segreti del tempio di Afrodite nell’isola di Kythira

  1. Avatar di Guorgio

    Ottimi arricolo

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Guorgio Cancella risposta