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La storia di Fiora e Hytra

Tutto ebbe inizio quando la professoressa Fiora Paoli Forconi portò la sua scolaresca della Terza C del Liceo scientifico Russell Newton a visitare il Museo di Palazzo Vecchio a Firenze.
Una volta entrata nella Sala degli Elementi dedicata all’acqua, mentre era intenta a controllare i suoi studenti rumorosi ed un po’ agitati, i suoi occhi caddero su un piccolo particolare del grande affresco di Giorgio Vasari “La Nascita di Venere.”

Il grande affresco rappresenta la dea Afrodite al centro, con un’enorme quantità di personaggi e luoghi fantasiosi; Nettuno ( Poseidone ), Vecchio ( il Mare ), Aurora, le Tre Grazie, Anfitriti, Nereidi, Tritoni, Cupidi ( Amorini ), Ninfe Galatea, Leucotea, Glauco e Palemide.
Ma vi sono anche due particolari reali, il profilo di Hytra ed il galeone Veneziano del 1500 A.D.
Continuiamo con il racconto per capire meglio le dinamiche di questa avvincente storia vera.
Fiora si concentrò, fissò intensamente il dettaglio che l’aveva colpita e rimase quasi fulminata dal vedere sullo sfondo, dietro Afrodite e sotto gli Amorini con gli archi, il profilo esatto del’isolotto di Hytra, nel golfo di Kapsali, isola di Kythira ( Citera ) in Grecia. La “Prof”, come la chiamavano i suoi alunni, conosceva molto bene ed amava l’isolotto, perla al centro di quello splendido ed unico scenario che è il golfo di Kapsali a Kythira.
Io e Fiora lo vedevamo tutti i giorni dalla nostra casa sulla collina e l’abitudine di quella vista non ci ha mai tolto la freschezza dell’emozione nell’ammirare Hytra ed il golfo, che sono visibili in diversi punti della casa e del giardino.

Per noi era chiaro perché la dea Afrodite avesse scelto quel luogo per nascere!
A questo punto probabilmente vi chiederete chi sono io, voce narrante, ebbene mi presento, sono il marito di Fiora.
Ma addentriamoci meglio nei meandri della mitologia greca per capire a fondo il valore di questascoperta.
Il mito della nascita di Afrodite è antichissimo e complesso, dovuto anche ai vari aspetti e denominazioni che sono stati attribuiti ad Afrodite, Urania della bellezza ed amore puro, Pandemos, della famiglia, della procreazione ed amore profano; nata a Kythira, poi trasferitosi a Lindos, Cipro. Omero nella sua “Odissea” chiama Afrodite “Kythereia”, ovvero Citerina, di Kythira; lo stesso negli Inni Omerici e più tardi Esiodo nella Teogonia, L’origine degli dei.
L’affresco del Vasari è l’unico esistente al mondo che mostra un luogo reale della nascita di Afrodite di fronte a Hytra a Kythira, appunto.
L’autore non può avere riprodotto esattamente il profilo di Hytra solo con la sua fantasia.
Infatti le alternative potrebbero essere due: o aveva visto Kapsali a Kythira, oppure un documento, una carta geografica del luogo.
Giorgio Vasari e l’altro pittore Cristoforo Gherardi, suo amico, valente pittore e collaboratore, che avevano lavorato insieme a Firenze, Venezia e Roma, ma non visitarono mai Kythira.
Avevano però lavorato e soggiornato a lungo a Venezia e potrebbero avere avuto informazioni precise sul golfo di Kapsali e Hytra, carte geografiche, profili delle coste ed isole del golfo, dominato dalla cittadella del Castro ( castello ), cioè l’area più importante del dominio veneziano a Kythira.
Tale dominio è durato ininterrotto cinque secoli, dal tredicesimo secolo, quarta crociata, sino alla fine della Serenissima Repubblica, nel 1797 A.D., quando le truppe napoleoniche conquistarono Venezia e successivamente la cedono all’Impero Austriaco degli Asburgo. 
La gloriosa Serenissima Repubblica Marinara è stata una delle maggiori potenze marittime d’Europa, per mille anni, nata nel 697 A.D. come ducato dell’Impero di Bisanzio.
Abbiamo iniziato da tempo ricerche fatte non solo da amanti dell’isola, ma anche da alcuni studiosi come Eleni Harou, una delle più note conoscitrici della storia e cultura di Kythira, o come Nigel McGilchrist, storico d’arte e scrittore, professore universitario, che si è stabilito da tempo a Kythira.
Tutti insieme cerchiamo negli archivi di Firenze, Venezia e in particolare in quelli del castro di Kythira, per trovare “the smoking gun”, la prova definitiva, una carta o un documento simile a quella che Eleni Harou ha mostrato nel suo articolo uscito nell’edizione di Marzo di Kytheraika.
Il suddetto documento riporta il “Port de Cerigo”, con vista sull’Avgo, altro appellativo dell’isolotto di Hytra, che in greco significa “uovo” per la sua forma.
I veneziani infatti chiamavano Kythira “Citera” e Hytra “Ovo”.

Naturalmente continueremo instancabilmente la ricerca e saremo molto grati se altri, più esperti e consapevoli di noi in tali processi, si volessero unire ai nostri sforzi.
Siamo comunque certi di aver raggiunto un passo importante in questo eccitante accostamento e profonda relazione tra il Rinascimento fiorentino ed il mito di Afrodite, nata nel mare di Kythira.

La professoressa Fiora Paoli Forconi, pioniera assoluta di questa piccola grande scoperta, sarebbe ben lieta se il progetto fosse completato e l’affresco del Vasari inserito nella Biblioteca culturale del ristrutturato ed ottimo Museo di Kythira, per l’esposizione al pubblico sul computer di diffusione.
Dopo tutto aggiungere l’affresco del Vasari al fianco dell’esistente quadro del Botticelli, sarebbe una novità mondiale per Kythira ed il suo simbolo Hytra.
Chissà che la questione possa interessare al direttore del museo di Kythira!

Nel frattempo vi lascio a sognare su di un tempo immaginario e su di uno reale, perché dall’intersecarsi dei due nascono meraviglie e dee…

 

 
ph. credits immagine panoramica giardino e Hytra: Mia Battaglia.
immagine Hytra e bouganville: Daniella Rangel.

13 commenti su “La storia di Fiora e Hytra

  1. Avatar di Sconosciuto

    Caro Giorgio,
    ricordavo di aver letto la storia di Fiora ed Hytra qualche tempo fa’…….ora che me l’hai segnalata nuovamente, non avendo buona memoria, l’ho riletta….forse con ancora più attenzione……
    ….ho trovato anche il mio commento del 2021…….non ho niente da aggiungere se non il rinnovato stupore per la scoperta, il ricordo di Fiora ed il sorriso di Atena a cui invio un caldo abbraccio
    Ubaldo

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  2. Avatar di Sconosciuto

    Caro Giorgio – sono felice che vada avanti la storia della ricerca per quella mappa o grafica che dava lo spinto preciso al modo in cui Vasari visualizzava il luogo. È un bellissimo tributo alla meravigliosa Fiora, la quale ci manca così tanto a Citera. Continueremo tutti a pensare, cercare, e ruminare sopra! Con affetto, Nigel

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  3. Avatar di Sconosciuto

    Che bello grazie Giorgio e che emozione vedere Fiora col suo sorriso dolcissimo
    Cecilia

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  4. Avatar di UBALDO FARISEI
    UBALDO FARISEI

    Carissimo Giorgio,
    grazie per avermi mandato questo sentito e colorato pensiero dell’isola del tuo cuore……..me ne avevi già parlato mostrandomi anche delle bell’issime riprese fotografiche……mi sono soffermato a guardare alcuni dettagli dell’affresco del Vasari……è incredibile ed affascinante ritrovare tracce reali in reperti cosi antichi…… poi, nel tuo racconto ho trovato un caro ricordo di Fiora ed, immagino, della piccola Atena…….
    a presto.
    Ubaldo

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    • Avatar di Giorgio Forconigiorgio forconi

      Ubaldo, grazie del tuo apprezzamento.Vedo che hai notato l’identificazione del dettaglio”reale” dell’affresco del Vasari con Hytra, l’isolotto di Afrodite.
      Ti inviero’ un Appendix dove ho dimostrato ,come un teorema di geometria ,tale identificazione con elementi geometrici , profili , carte, fotofrafie, e logici.
      Si tratta di una piccola ma grandissima scoperta, unica al mondo, che conferma il reale nesso tra la cultura rinascimentale fiorentina ed il mito della nascita di Afrodite a kythera
      Un caro saluto
      Giorgio

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  5. Avatar di Sconosciuto

    Caro Giorgio…ho letto cin interesse,ma anche,con emozione e nostalgia, questo episodio della vita di Fiora che non conoscevo… mi manca l’aver toccato con gli occhi e dal vivo l’isola che tanto amate,ma ,nel cuore, resta l’altra grande bellezza…. Fiora….

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  6. Avatar di Sconosciuto

    Wonderful story and lovely to read the history ..

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  7. Avatar di Giovanni Desomaro
    Giovanni Desomaro

    Che bella cosa questo ricordo di Fiora, Giorgio è stato capace di rendere affascinante questa coincidenza fortuita e magica.

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