Storie (s)comode

La Maison Rose seconda parte

“Signori, ora che siete stati riuniti tutti insieme qua, voglio rassicurare coloro che sono innocenti. L’autore di questo omicidio verrà individuato e punito.”
Inizierò l’interrogatorio con voi cinque e poi passerò ai membri della servitù.
Prego i Sig.ri Odescalchi di volermi seguire nello studio di Sir. Alfred.”
Gli altri ospiti fissarono la coppia italiana e si domandarono se l’ordine con cui venivano chiamati avesse una logica.

Sig.ri Odescalchi

I signori vennero fatti accomodare su un divano color cammello mentre il Detective Poison si accese una sigaretta.
“Dal vostro arrivo ad oggi vi siete mai recati nei sotterranei dove si trova la cucina della Maison Rose? Vi chiedo di rispondere entrambi a tutte le mie domande. Vi ho fatti venire insieme solo per motivi tecnici. Capirete che ho fretta di scovare l’assassino.
Ludovica, visibilmente agitata e provata dall’accaduto rispose subito: “Sig. Detective, io non ero a conoscenza dell’ubicazione della cucina. Quando abbiamo fatto il tour della Villa, non ci hanno mai mostrato quella parte. Ah povero Sig. Mart, che disgrazia morire così. Nonostante il carattere poco cordiale, sembrava una brava persona e sicuramente era uno scrittore di enorme talento. Il suo libro Beyond you è un vero capolavoro.”
“Sig.ra la ringrazio per la risposta ma le chiedo di non divagare. Si attenga a rispondere alla domanda in modo puntuale. Dicevamo quindi che voi non eravate a conoscenza dell’esistenza dei sotterranei, giusto Sig. Odescalchi?” proseguì il Detective.
“È corretto, non siamo mai scesi, non conoscevamo Mr. Mart e non avremmo avuto nessun motivo per avvelenarlo. Io e mia moglie non siamo assassini, anzi le chiederei non appena avrà fatto luce su quanto successo, di farci andare via immediatamente da questa casa e dalla Provenza. Quello che doveva essere un soggiorno gioioso si è tramutato in un incubo ad occhi aperti.”
“Vi faremo andare via se e quando sarà possibile. Avete qualche sospetto sugli altri ospiti?” chiese Poison.
“Una cosa, in effetti, mi ha colpita ed è avvenuta nel pomeriggio. Stavo andando a fare una sauna quando ho visto Mademoiselle Figarò uscire dalla camera di Mr. Mart in punta di piedi, ovviamente zoppicando. Si è guardata intorno più volte, come se non volesse farsi vedere da nessuno ed era visibilmente alterata.
Dopo circa mezz’ora è venuta a farsi un bagno in piscina ma sembrava tranquilla.
Mr. Mart invece non è mai sceso.”
“La ringrazio signora, non ho altre domande. Potete rientrare nella vostra camera, vi chiamerò io quando sarà il momento. Chiaramente non potete scappare, ho messo uomini ad ogni uscita” disse il Detective con aria seria.
Tornò nella sala e disse a Mademoiselle Figarò che era la prossima.

Mademoiselle Charlotte Figarò

“Mademoiselle Figarò lei conosceva da prima Mr. Mart?” chiese a bruciapelo il Detective.
“No assolutamente, non l’avevo mai visto. Ci ho scambiato qualche parola appena siamo arrivati, odiava i francesi, perciò non posso dire che mi sia rimasto simpatico e poi lo ha sempre detto anche Sir. Alfred, il suo carattere non era certo socievole né piacevole.”
“Lei quindi conferma che alle cinque e trenta circa non è entrata nella camera di Mr. Mart?”
“Come le viene in mente una cosa del genere? Io sono una donna sposata. E le ho già detto che non conoscevo il poverino. Ora che ci penso, tra l’altro, a quell’ora io stavo andando a farmi una nuotata in piscina. Il dottore mi ha consigliato di nuotare per far guarire il piede e per tornare a ballare il prima possibile. Mentre scendevo ho visto la Sig.ra Odescalchi uscire dalla stanza di Mr. Mart e rientrare in tutta velocità nella sua. Spero che questo interrogatorio duri poco, che lei riesca a risolvere il caso e che io possa tornare a Parigi.”
“Mademoiselle per lei non è la prima volta in questa casa, sa dove si trova la cucina, suppongo.”
“Sì certo che lo so, ma quest’anno non sono potuta scendere a salutare i cuochi perché mi fa male il piede e non riesco a fare quelle scale ripide e scombinate.”
“Può andare nella sua stanza ma resti a disposizione, potrei farla chiamare di nuovo”.
In quel momento l’agente Délit entrò nello studio per parlare con il suo superiore.
“Detective Poison, ho trovato un biglietto nella camera di Mr. Mart. Lo legga!”

“Vengo da te alle cinque e trenta. Non abbiamo molto tempo.”

“Bravo Agente Délit, ottima ricerca. Questo complica un po’ le cose. Noi ora sappiamo per certo che qualcuno si è recato in camera sua a quell’ora, la Sig.ra Odescalchi afferma di aver visto Mademoiselle Figarò e quest’ultima afferma il contrario, cioè che la signora italiana è uscita da quella stanza. Chi dirà la verità? Adesso voglio interrogare Mr. Parabaho, vai a chiamarlo.”

Mr. José Parabaho

“So che lei si era sentito mesi fa al telefono con Mr. Mart per organizzare una lectio magistralis di scrittura e musica all’Università di Harvard. Mi sbaglio?”
“Non si sbaglia. Sir. Alfred ci aveva messi in contatto e stavamo organizzando la lezione per la prossima estate. Purtroppo il progetto non è andato in porto perché non c’erano fondi per pagare entrambi. Harvard metteva a disposizione solo un gettone di presenza per Mr. Mart. Queste università spocchiose credono che la scrittura sia più importante della musica. In ogni caso io mi sono rifiutato di lavorare gratuitamente e Mr. Mart non si è mai offerto di dividere il compenso. Detto ciò, questa è una storia dimenticata, io per fortuna non provo rancore né rabbia, ho un carattere flessibile e pacifico e di certo non sono stato io ad avvelenarlo, nonostante non mi stesse granché simpatico.”
“Dov’era lei ieri alle cinque e trenta?”
“Ero nel bagno turco con il Sig. Odescalchi, chieda a lui, glielo confermerà. Dios mío, sono venuto qua per passare un Natale in relax e adesso sono indagato per omicidio.”
“La ringrazio. Può tornare nella sala. Ma resti lì, potrei aver bisogno di lei a breve. E mi faccia la cortesia di dire a Sir. Alfred di venire qua.”

Sir Alfred

“Sir Alfred le confesso che sono ad un punto morto di questo intreccio. Di fronte a me ho persone oneste e persone che mentono. Ho innocenti e assassini. Mi muovo su un filo dondolante e non mi resta che sentire lei, il padrone di casa, il gancio tra tutte queste persone.”
“Mi domandi pure tutto quello che vuole. Sono a disposizione, per Matt questo ed altro.”
“Sospetta di qualcuno? Dove si trovava ieri alle cinque e trenta?”
“Ieri a quell’ora ero sempre a giocare a tennis con Mr. Jambon, la partita è stata lunga e combattuta, chieda pure al cuoco. Onestamente io non sospetto di nessuno, conosco bene tutti e non credevo possibile fino a questa sera che qualcuno di loro potesse arrivare ad uccidere.
Prima dell’aperitivo ho notato Lora uscire dalla camera di Matt. Mi sono subito avvicinato e le ho chiesto cosa facesse. Mi ha detto che l’aveva incrociato sulle scale e che le aveva chiesto di portargli le scrambled eggs in camera perché gli era venuto un attacco di fame.
Lora è andata in cucina, ha dato l’ordine ai cuochi e dopo dieci minuti è tornata su con il piatto. L’ho portato io a Matt, volevo scambiare due chiacchiere sulla sceneggiatura della pièce teatrale.

“Ho letto la sceneggiatura, chi ha scritto un tale capolavoro? Mi sembra di riconoscere vagamente lo stile. In ogni caso non ho modifiche da inserire. Accetto la tua proposta, fare l’attore potrebbe farmi diventare ancora più famoso” questo mi ha detto il povero Matt.
Dopo di ché io sono tornato nel mio studio a finire di leggere le mail e ci siamo ritrovati dopo insieme agli altri nella stanza del camino.”
“Lei crede che Lora possa aver avvelenato Mr. Mart? Si fida di lei?”
“Ma scherza Detective? Lora è la migliore governante al mondo. Non ha mai commesso un errore, mai una svista, mai niente fuori posto. È una donna eccezionale, discreta e molto brava a gestire la casa. Mi fido ciecamente. Oltre tutto non avrebbe avuto nessun motivo per uccidere Matt.”
“Può andare per ora Sir. Alfred, mi richiami l’Agente Délit.”

“Agente le cose al momento stanno così. Nella camera dell’assassinato sono entrate le seguenti persone: una delle due signore, se non tutte e due, Lora e Sir. Alfred.
Mr. Mart potrebbe aver avuto una liaison con Mademoiselle Figarò o con la Sig.ra Odescalchi o appunto anche con entrambe.
Mr. Parabaho conosceva Mr. Mart da prima perché dovevano organizzare una lezione insieme e si erano sentiti diverse volte telefonicamente. La lezione poi non è stata organizzata perché Mr. Mart non ha voluto dividere il compenso. Quindi Mr. Parabaho potrebbe avere avuto del risentimento nei confronti del morto. Cosa ne pensi? Delitto d’amore? Delitto d’orgoglio?
A breve interrogo tutta la servitù, Lora e Paulette comprese.”
“Purtroppo la situazione non è chiara e non abbiamo trovato uno straccio di prova, se non quel biglietto che conferma che Mr. Mart ha ricevuto qualcuno alle cinque e trenta. Senza prove non possiamo fare chiarezza sull’omicidio. Non ci resta che continuare a cercare e a supporre.”
La servitù fu interrogata, Lora, i cuochi ed i camerieri si dichiararono innocenti, un’eventuale fiala di cianuro non fu mai trovata.
Dopo tre giorni di ulteriori interrogatori a tappeto il Detective Poison, l’Agente Délit e la squadra di poliziotti non riuscivano a cavarne le gambe.
Il magistrato diede il via libera al ritorno degli ospiti presso i loro paesi.
Il caso fu annoverato tra gli irrisolti per insufficienza di prove.

Può finire così questa storia?

Io non credo. Vi devo la verità. Siete arrivati fino a qui.
Chi se non me, voce prima di questo racconto che vi ha permesso di addentrarvi nei suoi nodi, poteva essere l’autrice di un delitto di vendetta?
La figlia scrittrice.
Avreste dovuto capirlo subito.
La sceneggiatura sulla vita di mio padre l’ho scritta io e quel pagliaccio di Mr. Mart doveva rendersene conto.
Non avrebbe mai dovuto rubarmi il romanzo della vita. Quello che gli ha regalato la fama.
Dunque cosa aggiungere, fidati lettori, les jeux sont faits.
Scalogno è il mio chef preferito, mi ha vista crescere e, come dire, mi ha dato una piccola mano con le sue magie “nere” in cucina.
Mi raccomando, acqua in bocca.

 

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