Quale stagione migliore dell’autunno per scaldare anima e corpo davanti al grande schermo? Lasciatevi avvolgere dal velluto delle poltroncine di un vecchio cinema di quartiere e ordinate coca cola e pop-corn.
E se siete a Firenze, il luogo giusto fino a domani sera è il Cinema La Compagnia.
Lo scorso week end, infatti, ha inaugurato la quindicesima edizione di France Odeon, il festival del cinema francese a Firenze, in collaborazione con l’Institut Français. Presso il centralissimo cinema di via Cavour, a due passi dalla cupola del Brunelleschi, un fitto programma prevede l’uscita di undici proiezioni (fino a domani Mercoledì 1 Novembre).
La cerimonia d’inaugurazione si è svolta sabato alle 19.00 con l’apparente paradossale anteprima del film “Coup de Chance” di Woody Allen, che aveva già presentato il film a Venezia.
Perché proiettare un film di un regista americano al festival del cinema francese? Perché per la prima volta, il nostro Woody ha voluto cimentarsi con un cast rigorosamente French, scegliendo il suo set tra Parigi e la dolce e romantica campagna francese.

Come già in “Match Point” e in numerosissimi altri, anche in questo cinquantesimo film, Woody Allen sceglie due grandi protagonisti, classici del suo cinema, ma anche della vita di ognuno di noi: sua maestà La Fortuna e il suo amante più fidato, Il Caso.
La trama ruota intorno all’elegantissima coppia di Fanny (Lou de Laâge) e Jean (Melvil Poupaud). Vivono insieme e lavorano nella Ville Lumière, lei nel mondo dell’arte, lui, apparentemente nella finanza, facendo “diventare i ricchi ancora più ricchi”.
Entrambi sembrano molto innamorati, ma la realtà è che Fanny sta iniziando ad annoiarsi e non vedrebbe l’ora di scatenare il suo animo ribelle e bohémien che l’aveva contraddistinta prima di incontrarlo.
Ed ecco un colpo di fortuna accorre in suo aiuto: Fanny s’imbatte per caso in Alain,
ex-compagno di liceo, segretamente e da sempre attratto da lei. E così, prima come flâneurs e poi come amanti, i due iniziano una storia d’amore.

Tra le manie di controllo dell’ossessionato e stereotipato marito Jean, che intuisce il tradimento, e le indagini della mamma della protagonista, una stilosissima Miss Marple contemporanea, questo finto thriller si sviluppa intelligentemente per concludersi con uno shot inaspettato.
Non ci si riesce ad affezionare molto alla coppia di amanti, perché lo snodo narrativo si fa estremamente veloce, quasi sfuggente. Forse perché il tempo dell’amore e della passione non è mai il tempo reale. Woody francese è un Woody frettoloso, ma sagace, capace di creare escamotage che dirottano l’attenzione dello spettatore ora su un dettaglio, ora su un altro.

Molto à la française è sicuramente l’alleanza tra le donne presenti nel film, nonché il rapporto madre-figlia, la cui psicologia si sviluppa ed evolve ironicamente sul finale.
Anche se l’arte e il fascino parigino erano più evidenti in “Midnight in Paris” piuttosto che qui, dove si vede una città che più che essere intellettuale è solo sfondo di vicende. Vediamo i giardini, vediamo le case private, ma non vediamo la festa mobile alla Hemingway.
C’è un non so che di dolce amaro in questo film, che non è riuscito a convincermi totalmente, un romanticismo scontato, poco mistero, ma resta comunque un gioiello da vedere anche solo per la figura di Jean, il marito criminale, nonostante tutto, simpaticissimo.
Bonne vision!

0 commenti su “Woody à la coque”