Cosa guardiamo stasera?

Pronto? Montalbano sono!

“Pronto?
Montalbano sono!”

Chi non vorrebbe ricevere questa chiamata?
Ecco le tre magiche parole che hanno contribuito ad eleggere il re della fiction italiana: Il Commissario Montalbano.
Tale elezione è avvenuta naturalmente e con il massimo assenso nel cuore di milioni e milioni di italiani e non solo.
Non solo perché il baldo Commissario, interpretato dal talentuoso ed assai bello Luca Zingaretti, è amato pressoché da tutto il mondo; si tratta di una delle pochissime fiction italiane tradotte e trasmesse in una miriade di paesi esteri.

Risultati immagini per il commissario montalbano

Le diversissime nazionalità dei fan non si contano sui palmi di due mani; parliamo di oltre 60 paesi.
Ad oggi, quando i nuovi episodi del Commissario vengono programmati in tv, gli altri programmi che per mera sfortuna si ritrovano a duellare nella stessa serata, cercano di darsela a gambe levate, spostando il giorno di trasmissione.
E questo non accade certo per caso, perché ogni volta che Salvo e tutta la banda presenziano la serata in televisione, la fiction genera ascolti record, registrando sempre lo share più alto.
Lo stesso accade anche per le repliche che sono altrettanto seguite.

Ma quali sono gli ingredienti vincenti delle vicende del Commissario, ideate dalla genialità dello scrittore Andrea Camilleri?
Premetto che scrivere di Montalbano è per me gioia e tortura, perché c’è la paura di incappare in errori o in infantilismi (dato che questa mia passione risale ai tempi in cui ero una bambina), quindi se ci dovessi incappare, vogliate scusarmi ma sono dovute ad un eccesso d’amore.

Tutto nasce tra le pagine dei suoi romanzi in cui Salvo prende vita.
È il 1994 e viene pubblicato il primo libro in cui Montalbano è protagonista:
La forma dell’acqua. Da quell’anno fino ad oggi il maestro non ha mai smesso di scrivere, anche adesso che è divenuto cieco, si affida alla sua assistente Valentina Alferj a cui detta i nuovi romanzi. Ecco cosa pensa Camilleri del suo commissario.

“Non posso liberarmene, anche se spesso e volentieri mi rompe i cabasisi.”

Intanto noi sappiamo che ha già scritto il finale diversi anni fa e che viene custodito in una cassetta di sicurezza. Camilleri è stato il primo scrittore che io abbia mai letto e amato, verso cui nutro profonda ammirazione e devozione.
Non mi perdo mai quei pochi minuti in cui prima di ogni episodio racconta qualche aneddoto sulla genesi di quel particolare racconto.
Ma torniamo agli ingredienti fondamentali per la realizzazione del capolavoro.
In primis c’è Vigata: luogo eccelso e d’invenzione in cui vengono commessi efferati delitti che in confronto il Bronx newyorkese è un’oasi di pace e tranquillità.
E la lingua, il vigatese, inventata da Camilleri, di cui si è spesso disquisito.
Essenziale capire che si tratta di un enorme lavoro di elaborazione in cui c’è la struttura in lingua italiana mescolata ai termini tratti non dalla letteratura alta ma da vari dialetti siciliani comunemente parlati.
Lo scrittore è intervenuto diverse volte, cercando di spiegare le dinamiche che vi sono dietro alla creazione di questa lingua.

“Una lingua inventata, in continua mutazione, infedele a se stessa.C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ci si è accorti che non è siciliano. I primi a capirlo sono stati proprio i miei amici in Sicilia: Ma unni a pigghiasti ‘sta parola? Non esiste!”

Taliare, babbiare, cataminarsi sono termini che ormai suonano come poesia per le orecchie degli intenditori (cioè ormai tutti i fan).

“Non si tratta di incastonare parole in dialetto all’interno di frasi strutturalmente italiane, quanto piuttosto di seguire il flusso di un suono, componendo una sorta di partitura che invece delle note adopera il suono delle parole. Per arrivare ad un impasto unico, dove non si riconosce più il lavoro strutturale che c’è dietro. Il risultato deve avere la consistenza della farina lievitata e pronta a diventare pane.”

Poi abbiamo l’atmosfera barocca e magica, piena di sole e calore siciliano in cui le stradine di Scicli fanno da protagoniste.
Passiamo poi per l’animo nobile e sensibile di Catarella e dai suoi epici ingressi nell’ufficio di Salvo sbattendo contro la porta.
E ancora, ci immergiamo nelle nuotate mattutine con il commissario per poi spostarci nella famigerata verandina sul mare, in cui alterniamo i pasti, dalla colazione con il caffè fumante fatto con la moka, agli squisiti pranzi e cene cucinati dall’affezionata Adelina.
Assistiamo alle lotte politiche della mafia, ai delitti passionali, alle indagini che fanno perdere la testa a Montalbano, alle telefonate che interrompono i suoi sogni spesso rivelatori.
Tutto è idillicamente perfetto.
Gli attori, nessuno escluso, con la loro maestria, danno vita a personaggi memorabili che diventano immediatamente familiari al pubblico.
Luca Zingaretti interpreta in maniera a dir poco brillante il commissario, che in 20 anni rimane sempre lo stesso: umano, dotato di una spiccata etica, talvolta burbero ma pur sempre affascinante.
Coraggioso ma anche fragile.
E proprio in occasione dei 20 anni, recentemente, l’attore ci ha raccontato com’è stata quest’avventura lunghissima e piena di successo.

“È stata una cavalcata straordinaria, sia da un punto di vista professionale/artistico che anche da un punto di vista umano, credo che per un attore raramente capita percorrere un arco così lungo vestendo i panni di un personaggio, io l’ho fatto in compagnia di una squadra che è diventata la mia famiglia.”

La bravura di Cesare Bocci, già palese ai tempi di Elisa di Rivombrosa, raggiunge l’apice nei panni di Mimì Augello, il fimminaro per eccellenza, con il debole per tutte le donne del creato, costantemente minacciato di venir cacciato di casa dalla moglie Beba.
Poi c’è il sagace Fazio, interpretato da Peppino Mazzotta, che fa girare i cabasisi a Salvo perché ha una marcia in più nel prevedere le richieste che il commissario gli farà e si fa quindi trovare sempre fin troppo preparato.
Sulle donne di Montalbano che dire? Non posso fare commenti lucidi ed oggettivi, a causa della gelosia che mi esce potente quando una fimmina gli si avvicina.
Quindi le sue donne, no, non mi piacciono.
Né la fidanzata storica Livia, né le bellissime fanciulle (tocca ammetterlo) che lo seducono e da cui si lascia, ahimè volentieri, sedurre.
Ed infine come non ricordare la simpatia del bravissimo attore Marcello Perracchio, spentosi il 27 Luglio del 2017, che ha ricoperto il ruolo del goloso dottor Pasquano, brontolone e sempre pronto a ilari battibecchi con il commissario a suon di cannoli.
Nell’episodio Il diario del ’43, è stato fatto un sublime omaggio all’attore, attraverso una bellissima scena in cui il commissario riunisce i colleghi nel suo ufficio e offre loro proprio dei cannoli, simbolo identificativo del tanto amato dottore.
Non sono state proferite parole perché, in alcuni casi, delle parole non c’è bisogno e il messaggio di forte commozione ed amicizia ha pervaso i nostri animi.

 

Risultati immagini per dottor pasquano montalbano

Ed infine ecco le date significative che hanno segnato i momenti cruciali del mio rapporto con Montalbano.

Firenze 1999

Il ricordo della trasmissione del primo episodio è splendidamente vivido: era il 6 maggio 1999 e andava in onda Il ladro di merendine, avevo nove anni ma mi fidavo ciecamente di mia mamma che quella sera mi disse che sarei andata a dormire un po’ più tardi perché ci aspettava un gran spettacolo in tv.
Inutile dire che in alcuni momenti ho provato paura e che quando parlavano il siciliano un po’ più stretto non capivo niente ma è stato l’inizio di una longeva relazione d’amore.
In più avevo messo gli occhi addosso a Luca Zingaretti.
Oggi sono passati 20 anni e non è cambiato niente, amo sempre a dismisura ogni romanzo di Camilleri ed il fascino sempiterno della Sicilia.
In quanto ai miei occhi, sono sempre addosso a Luca.

Grecia 2003

Nell’estate del 2003 mi trovavo in Grecia, nell’isola selvaggia e dalla bellezza intatta di Kythira, in cui vado ormai da tantissimi anni, e una sera d’Agosto fui invitata da Olga, un’amica greca, a cena a casa sua.
La mia idea per la serata era quella di cenare insieme per poi uscire e andare a prenderci un drink in uno dei barettini sul lungomare.
Arrivai a casa sua e mentre finiva di preparare le ultime deliziose cibarie, accese la televisione annunciandomi che stava per iniziare il suo telefilm preferito.
Esatto, si trattava di Montalbano!
Era in italiano con i sottotitoli in greco moderno: una goduria infinita.
Non avevo idea che la mia amica greca avesse una passione anche lei viscerale per il commissario italiano, e ne fui sorpresa, così come fu un vero piacere dire addio al drink e all’uscita per restare in casa sul divano a guardare l’episodio (che sicuramente avevo già visto in Italia) trasmesso da un canale nazionale greco.

Ogni Estate

La nostalgia ed il vuoto che crea la pausa di circa un anno per la realizzazione dei nuovi episodi viene compensata d’estate, quando esce un nuovo romanzo di Camilleri.
Romanzo che mi porto in vacanza al mare, in Grecia, e che puntualmente mi ritrovavo a dover dividere con mia mamma.
Non so con esattezza come mai ogni anno ci ostinavamo a comprare una copia anziché due.
Invece di leggerlo ognuna in santa pace, preferivamo rubarci a vicenda la merendina probabilmente per non rompere la tradizione.

Scicli 2016 

Il coronamento del mio sogno di visitare i luoghi in cui viene girato Montalbano è avvenuto nel Febbraio del 2016, quando mi sono presa tre settimane di vacanza dal lavoro e con lo zaino in spalla sono andata da sola in Sicilia per la prima volta, precisamente a Scicli, senza conoscere niente e nessuno ma con tanto entusiasmo, una guida sul dialetto siculo e un taccuino su cui scrivere i miei pensieri.
È stato uno dei più bei viaggi della mia vita, ed ero sola, in pieno inverno.
Il sole è spuntato solo per un giorno (nella foto qui sotto).
Ma ho camminato per le stradine che fino a quel momento avevo solo potuto immaginare, ho visitato il palazzo Beneventano e alcune delle chiese più belle, tra cui la chiesa di San Giovanni Evangelista, quella di San Michele, quella di Santa Maria La Nova.
Ho fatto la foto di rito da fan accanita nel palazzo del Municipio dove vengono girate le scene degli esterni della sede del commissariato e l’ufficio del questore.
Qui ho incontrato un gruppo di signore tedesche che erano venute apposta dalla Germania (a Febbraio) per vedere i famosissimi luoghi di Montalbano.
Ho conosciuto persone fantastiche già al mio arrivo in areoporto, sono stata invitata nelle abitazioni degli sciclitani a mangiare cannoli e delizie tipiche e mi sono sentita a casa.
O sul set della fiction.

A cena con Zingaretti 

Per concludere in bellezza non posso non riportare un episodio bizzarro e quasi surreale che mi è capitato a Dicembre del 2016.
Ero andata a Milano per vedere lo spettacolo teatrale The Pride, di cui l’attore Luca Zingaretti era regista e attore.
Avevo trovato gli ultimi biglietti nell’ultima fila e per una miope come me era un’agonia perché non mi permetteva di ammirare il tutto come avevo sperato.
Ma il destino aveva deciso di fare un grande passo verso di me.
Sempre questo strano destino, infatti, ha voluto che nello spettacolo recitasse il bravissimo e poliedrico attore fiorentino Maurizio Lombardi, nonché mio conoscente, che ho incontrato a fine spettacolo fuori dai camerini del Teatro Piccolo.
Mi ha invitata ad andare a cena con lui, Luca ed altre persone: pensavo mi venisse una sincope.
Di lì a poco la scena era la seguente: una decina di persone sedute al tavolo di un ristorante milanese, tra cui io, Luca ed il mio ex fidanzato.
Cenare con il commissario di fronte non è stato affatto semplice, rischiavo continui strozzamenti, l’emozione era decisamente troppa.
Poi ho deciso di fare una figuraccia, a fine cena, consapevole che non lo avrei mai più rivisto e gli ho chiesto di fare una foto insieme.
L’epilogo della cena è stato aver fatto la figuraccia, ma con la prova tangibile di quanto accaduto in tasca e nella mente.
E per fortuna ho la prova, perché a volte mi sembra di aver sognato tutto.

Insomma, questo è ciò che si muove nel mio cuore quando entro in contatto con il mondo di Montalbano.

0 commenti su “Pronto? Montalbano sono!

Lascia un commento