“Io sono quella donna che fece la scalata della montagna della vita, rimuovendo le pietre e piantando fiori.”
Questa storia, talmente stupefacente, da poter sembrare il frutto dell’invenzione di un abile scrittore, è la vera storia di una grande poetessa brasiliana: Cora Coralina.
Quando ho letto della sua vita, mi è subito venuto in mente che potrebbe essere l’eroina magica di un cartone animato.

Cora Coralina è lo pseudonimo di Ana Lins dos Guimarães Peixoto Bretas, per gli amici Aninha.
Nasce a Goiás in Brasile, il 20 Agosto del 1889, figlia di Francisco e Jacinta, e vive in una casa sulla riva del fiume Rio Vermelho.
Da bambina si appassiona al mondo della scrittura che la porterà, appena adolescente, a scrivere poesie e racconti.
Finisce a malapena l’equivalente della nostra scuola elementare.
Sempre giovanissima, le vengono pubblicati dei testi sui quotidiani di Goiás e delle città vicine. Successivamente frequenta una sorta di circolo letterario, il Clube Literário Goiano.
Si dedica all’attività di pasticciera nella sua casa/bottega per poter guadagnare e mantenersi.
Nel 1910 sposa l’avvocato Cantídio Tolentino de Figueiredo Bretas, con cui si trasferisce nello stato di São Paulo, dove vive fino agli anni ’50.
Dal matrimonio con Cantídio nascono quattro figli e Cora si dedica a loro, senza però mai smettere di scrivere.
Dopo la morte del marito, passa qualche anno in altre città per poi far ritorno nel 1956 nella sua città natale, iniziando a vendere i suoi libri.
Il suo primo libro Poemas dos Becos de Goiás e Estórias Mais viene pubblicato quando Cora ha 75 anni.
Chi passa per le vie di Goiás può annusare nell’aria la squisitezza dei profumi dei dolci appena sfornati, così come può udire la sua macchina da scrivere sempre in azione.
A volte Cora la si può trovare di fronte a casa sua, intenta a conversare con le persone (un’altra delle sue passioni) e a dar loro consigli sulla vita.
Vende torte e poesie.
Mi piacerebbe avere una macchina del tempo per poter tornare a metà ‘900, entrare in casa sua e conoscerla.
La ricetta delle sue poesie è basata su chili di sentimento e spolverate di amore e sensibilità, non su orpelli grammaticali o strutturali che non ha avuto modo di studiare e imparare.
Ecco perché mi fa pensare ad un’eroina; me la immagino con i suoi mille super-poteri, mentre tiene tra le mani un mestolo al posto della bacchetta magica e un foglio con una poesia che da un momento all’altro può diventare un perfetto incantesimo.
Le sue poesie sono semplici ma molto profonde e dirette; fanno pensare ad un animo curioso che cerca di comprendere cosa sia veramente la vita.
Cora non avrà mai l’opportunità di viaggiare e di scoprire quindi altri mondi all’infuori di quello piccolo in cui vive, ma con la sua immaginazione e il suo talento ha compreso tante cose sull’esistenza umana e le ha espresse attraverso un’enorme ricchezza interiore.
Un altro poeta brasiliano, Carlos Drummond de Andrade, resta affascinato dal libro della poetessa Vintem de Cobre e decide di scriverle una lettera, nonostante non la conosca: “Mia cara amica Cora Coralina: Il tuo Vintem de Cobre è, per me, moneta d’oro e di un oro che non soffre le oscillazioni di mercato. È una poesia delle più comunicative e dirette che abbia mai letto ed amato. Che ricchezza di esperienza umana, che sensibilità speciale e che lirismo identificato con fonti di vita! Aninha oggi non è solo nostro. È patrimonio di tutti noi che siamo nati in Brasile e amiamo la poesia.”

Il sapere la gente lo impara con i maestri e i libri. La saggezza, si impara con la vita e con gli umili. Cora muore il 10 aprile 1985 nella sua casa natale, che verrà poi trasformata in un museo. “Non muore chi lasciò sulla terra la melodia del suo poema sulle note dei suoi versi.”
Oggi è possibile vedere la sua famosa macchina da scrivere, la cucina in cui preparava i dolci e provare ad immergersi in quella che è stata la sua vita di tutti i giorni.

Questa è una delle mie poesie preferite:
Non so…Se la vita è corta
O troppo lunga per noi,
Ma so che nulla di ciò che viviamo
Ha sentimento se non tocchiamo il cuore delle persone.
Molte volte basta essere:
Collo che accoglie,
Braccia che avvolgono,
Parola che conforta,
Silenzio che rispetta,
Allegria che contagia,
Lacrima che scorre,
Sguardo che accarezza,
Desiderio che soddisfa,
Amore che promuove.
E questo non è cosa d’altro mondo,
È ciò che dà sentimento alla vita.
È ciò che fa che lei
non sia né corta,
né troppo lunga,
Ma che sia intensa,
Vera, pura…Fino a quando dura.
Un’altra poesia molto bella si chiama Il mio destino, ed è dedicata al marito.
Nei palmi delle tue mani
leggo le linee della mia vita.
Linee incrociate, sinuose
che interferiscono nel tuo destino.
Non ti cercai, non mi cercasti,
stavamo andando per strade differenti.
Indifferenti, ci siamo incrociati
Passavi con il peso della vita…
Corsi per incontrarti.
Ho sorriso. Abbiamo parlato.
Questo giorno fu marcato
con la pietra bianca della testa di un pesce*.
E, da allora, camminiamo
uniti nella vita…
Oggi è considerata una delle più importanti scrittrici e poetesse brasiliane, apprezzata e conosciuta in tutto il mondo.
Non solo, a 75 anni, è emersa come una delle maggiori espressioni della poesia moderna. Nel 1983 riceve il titolo di dottore Honoris Causa dall’Università di Goiás.
E sempre nello stesso anno è la prima donna a vincere il premio letterario brasiliano Juca Pato, come intellettuale dell’anno.

Grazie alla storia di Cora Coralina, ho avuto una grande conferma.
La poesia non conosce studi, età, estrazione sociale, cultura, paese.
Nasce da un sentimento indescrivibile che porta le persone ad avere il bisogno di dare forma scritta a ciò che danza nella mente.
È un tumulto interiore, è l’amore per le parole deliziosamente distribuite prima nell’anima e poi sulla carta.
Quando la poesia chiama, non ci si può sottrarre e quando la si incontra è impossibile abbandonarla.
Non lasciarti distruggere…
Aggiungi nuove pietre
E costruisci nuove poesie.
Reinventa la tua vita sempre, sempre
Rimuovi pietre e piante di rose e fai dolci. Ricomincia.
Fai della tua vita meschina
un poema.
E vivrai nel cuore dei giovani
e nella memoria delle generazioni che verranno.
Questa fonte è per l’uso di tutti gli assetati.
Prendi la tua parte.
Avvicinati a queste pagine
e non impedirne l’uso
a quelli che hanno sete.

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