Di fronte al mare, la felicità è un’idea semplice.
Così lo scrittore francese Jean-Claude Izzo definiva la sensazione madre che noi esseri umani proviamo quando abbiamo la fortuna di trovarci a contatto con il mare. E le sue magie.
Nello scenario visivo di ciascuno di noi il mare assume una forma differente.
Così come ognuno di noi è attratto da un particolare aspetto di questo luogo misterioso e unico.
La spuma bianca e pura, il sole che scende e va a riposarsi dentro il mare, i granelli di sabbia che si attaccano al nostro corpo.
Il mare ci chiama e noi rispondiamo per tanti motivi diversi.
A volte penso che sia come un figura mitologica che vive attraverso la percezione che le attribuiamo.
Vive attraverso di noi ma è immortale, esiste da sempre ed esisterà per sempre.
Del mare sono rimasti affascinati tutti: poeti, pittori, cantanti, biologi, scrittori e chissà quante altre persone nel mondo.
Il lato artistico e creativo di ciascuna di queste persone fuoriesce libero e ondeggiante di fronte al mare.
Lo scienziato Wallace J. Nichols ha studiato cosa succede alla nostra mente quando entriamo in relazione con il mare e ha inventato l’espressione Blue Mind, letteralmente “mente blu” cioè lo stato meditativo caratterizzato da calma, serenità, armonia e da un senso generale di felicità e soddisfazione nei confronti della vita nell’istante presente.
Insomma il mare ci eleva al grado più alto di benessere in maniera repentina anche solo attraverso il semplice passeggiare con i piedi nell’acqua dell’Oceano più ostico e freddo. Non solo, il mare cura le ferite d’amore, lenisce i graffi delle storie finite male, quelle stesse ferite e quegli stessi graffi che credevamo inguaribili e non rimarginabili.
E come non citare il poeta Charles Baudelaire, che nei versi della sua poesia
L’uomo e il mare metteva in relazione l’uomo con i concetti di libertà ed identità.
“Uomo libero, sempre amerai il mare! È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima nell’infinito muoversi della sua lama.”
Più di ogni altra cosa il mare è in grado di appagare con amore tutti i nostri 5 sensi.

Vista
Gli scenari che irrompono dinanzi al mare sono un tripudio di colori, di giochi di luce, di scorci mozzafiato; in poche parole, nutrono i nostri occhi.
Jean-Claude Izzo, in merito alla parte visiva, ha descritto in maniera sublime proprio questi giochi di luce.
“L’unico vero regalo che ogni giorno la vita mi offriva era lì davanti a me. Il mare, il cielo. A perdita d’occhio. Con quella luce uguale a nessun’altra che nasceva dall’uno e dall’altro.“
Ma non finisce qua perché ha creato una delle più belle rappresentazioni delle miriadi di sfumature di blu che ci è concesso vedere.
“Dal cielo al mare, era un’infinita varietà di blu. Per il turista, quello che viene dal nord, dall’est o dall’ovest, il blu è sempre blu. Solo dopo, quando ci si sofferma a guardare il cielo e il mare, ad accarezzare con gli occhi il paesaggio, se ne scoprono altre tonalità: il blu grigio, il blu notte e il blu mare, il blu scuro, il blu lavanda. O il blu melanzana, nelle sere di temporale. Il blu verde. Il blu rame del tramonto, prima del mistral. O quel blu così pallido, quasi bianco.”
Udito
Il mio amico greco Filippo, quando ero ancora una fanciullina e passavo l’estate nell’isola di Kythira, mi fece scoprire un compositore di musica a dir poco emozionante.
Il compositore greco in questione si chiama Stamatis Spanoudakis.
Ascoltavamo insieme i suoi cd e una delle canzoni per me più suggestiva era Thalassa (dal greco: mare), che Spanoudakis ha realizzato inserendo come sottofondo la sinfonia del mare.
Il pezzo è un tripudio di suoni rilassanti e curativi in cui sono presenti le influenze musicali classiche e bizantine dell’artista.
Le onde che danzano scontrandosi con gli scogli e l’alta marea danno vita ad una melodia che culla il nostro sonno e rilassa la nostra mente durante il giorno.
Da ascoltare ogni qualvolta l’animo avesse bisogno di una distensione fisico-emotiva.
Tatto
Ah nuotare.
Uno dei piaceri di questa vita.
Impossibile scordarsi della gioia violenta che abbiamo provato la prima volta che siamo riusciti a stare a galla o di quando ci siamo tuffati da uno scoglio.
Poi c’è l’ineffabile emozione di quando siamo caduti durante una lezione di surf e le onde ci hanno preso tra le loro braccia (talvolta stringendoci un po’ troppo forte).
Toccare l’acqua con tutto il nostro corpo o con la sola punta di un dito è un trionfo di abbracci marini.
Olfatto
La sensazione di armonia con noi stessi e con la natura si inizia a percepire anche quando siamo in prossimità del mare e le nostre narici all’improvviso riconoscono qualcosa di familiare e salmastro.
Da quel momento le ansie si attenuano, i pensieri negativi calano e respiriamo a pieni polmoni quelle infinite profumazioni che ci inebriano.
Quando poi dobbiamo allontanarci dal mare, permane nei nostri ricordi l’eco di quell’odore misto di fragranze squisite che a volte ci sembra di sentirlo anche in piena città.
Questo tipo di odore esce fuori potente dalle pagine del romanzo Il Profumo di Patrick Süskind.
“Il mare aveva l’odore di una vela gonfia di vento in cui rimaneva un sentore d’acqua, di sale e di sole freddo. Aveva un odore semplice, il mare, ma allo stesso tempo così vasto e unico nel suo genere, che Grenouille esitava a suddividerlo in odore di pesce, di sale, di acqua, di alga, di fresco e così via. Preferiva lasciare intatto l’odore del mare, lo custodiva intero nella memoria e lo godeva indiviso. L’odore del mare gli piaceva tanto che avrebbe desiderato una volta averlo puro, non mescolato e in quantità tale da potersene ubriacare.”
Tra Gusto e Cuore
L’ultimo senso rimasto è il gusto ma, dato che quando per sbaglio ci entra in bocca quel mezzo litro di acqua marina la sensazione non è piacevole come tutte le altre sopra descritte, ho deciso di sostituire il gusto con un altro senso, anche se non è propriamente un senso: il cuore.
Ciò che sentiamo con il cuore quando abbiamo il mare tra le mani, negli occhi, nel naso, nelle orecchie, è irriproducibile a parole.
Semplicemente ci riempe di calma e tranquillità e ci fa ricongiungere con la parte più intima della natura.
Uomo e natura trovano la loro silenziosa fusione nel mare.
E quando il mare ci chiama, eccoci lì, pronti ad ascoltare, ad assorbire, a ricevere gli infiniti doni che tiene costantemente in serbo per noi.
Articolo uscito su Freeda Media.
ph. foto copertina: i miei genitori a Kapsali, isola di Kythira, Grecia 2018.
ph. foto articolo: Daniella Rangel.

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