Ci sono dei viaggi che ci cambiano la vita in maniera magicamente irreversibile.
Arrivano al momento giusto e cospargono la nostra anima di una felicità talmente grande da farci pensare che si tratti di un sogno.
Non sempre arrivano dal cielo, come un dono, ma possono essere il frutto di tanto lavoro, il coronamento di un percorso, la vittoria di una sfida con noi stessi, proprio come nel mio caso. Questa è la storia del mio amore per il Perù, prima idilliaco poi reale. Tutto è nato grazie ad un’amicizia incredibile.
Qualche anno fa, ad una cena a casa di un amico, mi ritrovai seduta accanto ad una ragazza peruviana, che da Lima era venuta in Italia per lavorare qualche mese.
In un battibaleno è scattato quel click magico, che non accade solo in amore. Dopo tre ore di cena mi chiamava hermana (sorella) e io ne andavo fiera. Ci siamo viste e scelte immediatamente. Senza sapere chi fossimo.
Abbiamo passato dei mesi bellissimi, tutti i giorni insieme.
Mi ha insegnato le parolacce peruviane e la sua simpatia ha colorato le mie giornate.
Ci siamo mantenute in contatto gli anni seguenti, rivedendoci solo una volta, l’anno scorso, in Italia, per qualche giorno.
Da quando l’ho conosciuta è nato in me il sogno di andare a trovarla in Perù per scoprire una cultura e un paese per cui sentivo di avere delle affinità, seppur immaginarie. Ma ho dovuto lottare con una delle mie paure più grandi, quella di volare.
La fobia dell’aereo mi ha causato tanta sofferenza e l’idea di stare un giorno rinchiusa in quella sorta di trabiccolo malefico mi faceva rabbrividire.
Così bloccavo i biglietti, senza mai riuscire a finalizzare l’operazione di pagamento.
Rimanevo schiava della mia paura e mi sentivo frustrata per non riuscire a realizzare una delle cose che più mi stava a cuore.
Poi, ad un certo punto, è arrivata la svolta: in Italia stavo attraversando un periodo buio perché alcune persone mi avevano delusa e ho pensato che era arrivato il momento di partire. Ho premuto quel maledetto tasto del computer e ho acquistato i biglietti per il Perù per la settimana dopo.
Sono salita da sola su un aereo per 12 lunghissime ore, piangendo al decollo per circa un’ora, pensando che sarebbe stata la fine per me, ma resistendo in virtù di un desiderio e di un sogno ben più grandi di una paura infingarda.
Quando sono atterrata a Lima, di notte, ho pianto (di nuovo) dall’emozione perché mi sembrava impossibile: ce l’avevo fatta.
I primi giorni mi sembrava di vivere in una dimensione onirica, ero come costantemente sospesa in una sorta di Upsidedown e pensavo che presto mi sarei risvegliata nel mio letto a Firenze (nel frattempo documentavo tutto con trilioni di foto e video).
Mi sono abituata in fretta alla mia nuova vita peruviana e sono arrivata ad una conclusione: nascere e crescere in un Paese non significa necessariamente che quello stesso paese sia anche quello che sentiamo nostro.
Amo l’Italia e riconosco lo splendore delle sue città, delle sue isole, di questo Eden Mediterraneo e mi sento fortunata di essere nata a Firenze.
Ma io mi sento peruviana (di adozione quanto meno).
Ho sentito dire che a volte accadono fenomeni inspiegabili come questo e se così non fosse, forse sono un po’ loquita (pazzerella) ma contenta di esserlo.
La cosa bizzarra è che di natura sono un po’ timida, ma il calor latino lo avvertivo potente, dovevo solo trovare le condizioni favorevoli per farlo uscire fuori.
E questo viaggio a Lima mi ha aiutato a ricongiungermi con la mia parte più espansiva ed estroversa.
Ho avuto il privilegio di poter assaporare ogni aspetto della vita peruviana dai suoi rami interni, attraverso i veri locals e divenendo a mia volta una limeña (o almeno questo è quello che mi piace pensare).
Per me la bellezza di Lima va oltre ogni latitudine e longitudine, va oltre la sua natura fatta di grandi contrasti legati ai differenti ceti sociali e all’architettura che caratterizza i quartieri più belli, il centro storico di stile coloniale e le periferie più povere.
Le sue evidenti lacerazioni sono dovute ad una storia fatta di colonizzazioni, sofferenza e povertà. Il suo fascino, infatti, risiede proprio nella resilienza.
Si respira spiritualità, tradizione ed infine libertà.

Un brevissimo cenno storico-geografico: Lima viene fondata dal conquistatore Francisco Pizarro il 18 Gennaio del 1535.
La sua localizzazione è stata cruciale per portare avanti la conquista dei territori dell’America del Sud e successivamente amministrare le colonie spagnole.
Si trova nell’unione tra la catena occidentale delle Ande centrali e l’Oceano Pacifico, nel mezzo di un vasto territorio desertico.
Il suo centro storico è uno dei meglio conservati in America e presenta numerosi monumenti precolombiani, ha diversi musei delle culture pre-ispaniche, dell’epoca coloniale e di quella repubblicana.
È una città eclettica e di grande impatto.
Di seguito ci sono degli spaccati di esperienze fatte che mi hanno colpita e che hanno fatto facilmente breccia nel mio corazon.
Potete trovare anche consigli di varia natura in caso Lima fosse anche nella vostra bucket list.
Le persone e il calore latino
La prima cosa che mi ha impressionata sono state le persone.
È raro trovare qualcuno che non sorrida o che non si mostri naturalmente ospitale nei confronti di una persona straniera.
Tutte le persone che ho incontrato mi hanno fatto sentire ben accetta e ognuna di loro, a suo modo, mi ha mostrato usi e costumi locali.
I peruviani emanano vibrazioni di calore e gentilezza da ogni poro della pelle.
Non solo, un altro aspetto che mi ha stupita è stato il modo in cui ci si presenta ad una persona sconosciuta: scordatevi la formalità della stretta di mano, in Perù infatti si dà un bacio sulla guancia dicendo Hola, ¿qué tal? a tutti.
In una serata ci sta che possiate arrivare a dare una sessantina di baci. Preparatevi a mucho calor e a tanti besitos!
Música por favor!
Che dire della musica? È parte integrante della cultura, della quotidianità.
La ascoltano dalla mattina alla sera, incessantemente.
Il tipo di musica è vario: dalla salsa alle vecchie canzoni peruviane, a quelle spagnole, dal reggaeton alle ultimissime hit latino-americane.
Tutte canzoni che mettono comunque allegria; in ogni contesto, in ogni momento c’è musica. Per strada, nei taxi, nei bar e nei ristoranti.
Per non parlare delle feste, il massimo tripudio musicale e ballerino.
Si sa, i latini hanno una marcia in più in quanto a movimento di colita e caderas (sedere e fianchi) e la musica fa anche da sfondo ai bailes sensuales.
Buonumore assicurato!
Il tramonto a Parque del Amor
Non si può andare a Lima senza vedere il tramonto più romantico per eccellenza in uno dei quartiere più famosi, Miraflores.
Il nome del parco già la dice lunga: Parque del Amor.
Inaugurato il giorno di San Valentino del 1993, vanta diverse opere d’arte, sculture e mosaici colorati su cui si appaiono bellissime frasi scritte da poeti peruviani.
L’atmosfera è romantica e suggestiva, apre mente e cuore e grazie alla splendida posizione panoramica si ha una vista unica sulla baia di Lima e sull’oceano Pacifico.
Al centro del parco si trova la scultura Il Bacio dell’artista peruviano Victor Delfín, che raffigura due amanti che si baciano appassionatamente.
Osservare il sole che si addormenta e si cala dentro al mare non ha eguali.

Tra colori e tessuti
I colori in Perù hanno una forza poetica fortissima.
Ogni colore sembra più potente e acceso rispetto a come lo percepiamo in Europa, almeno questa è stata la sensazione che ho provato di fronte ai tessuti e alle diverse sfumature che assume il sole quando tramonta.
Prima di visitare Lima odiavo il colore giallo ( poverino ), non gli riconoscevo il meritato valore, mi sembrava troppo colorato.
Poi in Perù ho iniziato ad ammirarne le infinite tonalità, e l’ocra è diventato uno dei miei nuovi colori preferiti: trasmette luce e serenità.
Un posto imperdibile se si è amanti dei colori è l’Inka Market in cui è possibile trovare veramente di tutto: ceramiche, specchi, tessuti tipici peruviani, i famosi e amati alpaca di vari materiali, quadri tipici, argenti, gioielli.
Insomma il classico posto in cui andare sapendo di rimanerci qualche ora ma consapevoli di venire via con i regali per i compleanni di familiari e amici per il prossimo decennio.
Un’azienda nata dalla passione per i tessuti e per i colori è Nunu, brand fondato nel 1989 da Nadina Jabbour a seguito della nascita della sua prima figlia, Angela.
Questo avvenimento è stato il motore d’ispirazione per la creazione di un marchio di abbigliamento per bambini. Nadina è riuscita a realizzare il suo sogno da autodidatta, iniziando con i capi più basici e imparando a mano a mano il mestiere.
Ad oggi la sua è un’azienda grandissima, fatta da tessuti 100% peruviani, dallo stile elegante e che comprende anche una vasta gamma di accessori.
I colori ed i disegni sono stupefacenti: da veri prinicipini e principissine peruviani!
L’atmosfera artistica di Barranco
Barranco è senza ombra di dubbio il mio posto preferito a Lima.
L’atmosfera artistica si nota ad ogni angolo colorato delle strade; splendida è la Street Art espressa al massimo su moltissimi muri.
Qua è possibile fare una visita al Museo Mate, il museo del fotografo di moda peruviano Mario Testino in cui sono esposte alcune delle sue fotografie più belle (le mie preferite sono quelle che raffigurano le donne Inca).

Poi vale la pena andare al Museo Pedro De Osma, creato dalla collezione vicereale del filantropo Don Pedro de Osma Gildemeister, che per gran parte della sua vita ha raccolto oggetti d’arte dal XVI al XVIII secolo come dipinti, sculture, pale d’altare, argenti, mobili, che oggi sono patrimonio del Paese.
Inoltre Barranco è il posto più cool per visitare gallerie d’arte contemporanea o per cenare in uno dei suoi prelibati ristoranti.
Surfando a Kaia
A Punta Hermosa c’è una delle spiagge più belle che io abbia mai visto: si chiama Kaia.
Ha una baia con una visuale che toglie il fiato.
Non solo, il mare ha delle onde infinite che si prestano magnificamente per fare surf; si trova a circa 50 km da Lima.
Grazie a Jacobo che, con entusiasmo, mi ha insegnato a surfare (non scendo nei dettagli dell’esito delle mie performance) nonostante io sia una fifona cronica.
Ricordo la sensazione di paura che svaniva per far posto all’adrenalina e alla gioia incredibile di quando si viene trasportati dalla magia inebriante delle onde maestose.
Anche qui è possibile assistere a dei tramonti indescrivibili con le sole parole.

Con la pancia piena e contenta
L’offerta culinaria di Lima è varia, succulenta e ormai famosa e apprezzata in tutto il mondo.
Ci sono miriadi di ristoranti di ogni tipo, che accontentano tutti i gusti.
Parto con il citare il mio preferito, La Principal: un appetitoso ed accogliente bistrot nella zona di San Isidro.

Qua è possibile ordinare i Tequeños de quinoa o quelli con il formaggio, da inzuppare nella salsa di guacamole: libidine assoluta.

La bevanda che mi è piaciuta di più è la Limonada alla camomilla, rinfrescante e naturale.
Ma non pensate che sia finita qua, perché all’interno de La Principal è presente la Salumeria Poletti, l’originario e storico negozio del 1956.
È possibile gustare salame, bresaola, salsiccia, coppa come nelle migliori salumerie italiane. Incredibile, vero?
Passiamo poi al mio dessert preferito, ovvero qualsiasi cosa abbia il frutto della Lucuma (dal gelato alle torte), di cui è impossibile descrivere il gusto, va provato!
Di seguito gli altri ristoranti in cui sono stata, in ognuno dei quali c’è letteralmente da leccarsi i baffi.
Carnal Prime Steakhouse: il primo ristorante a Lima specializzato in carni americane Angus Aberdeenin e Wagyu, caratterizzato daun ambiente elegante e raffinato.
Rosa Nautica: ristorante spettacolare che si erge in un bangalow sul mare, in cui c’è il perfetto mix di piatti tipici peruviani e internazionali.
Da assaggiare il famosissimo Ceviche ( piatto nazionale peruviano ) ovvero pesce crudo e bianco marinato in succo di limone e declinato poi in diversi modi, ed il Tiradito sempre pesce crudo chedifferisce dal ceviche per il modo in cui viene tagliato.
Quest’ultimo piatto solitamente viene accompagnato da pezzi di patata dolce e mais ( buonissima la versione con la salsa di Aji Amarillo e limone ).
Huaca Pucllana: qui si possono assaporare i piatti più tipici, ma indovinate dove?
Nel bel mezzo delle rovine pre-Inca risalenti al 200 a.C.
Sembra di vivere in un sogno antico.

Consigliatissimo il Lomo saltado, un antico piatto tipico della cucina peruviana, a base di carne di manzo tagliata a striscioline e saltata in padella con cipolle e peperoni. Viene spesso usato il peperoncino giallo peruviano e di solito è servito con riso e patate.
Poi c’è il Choclo, il famoso mais del Perù, più grande rispetto al nostro e decisamente più saporito, di solito fa da accompagnamento ad altri piatti ( io me ne sono innamorata e me lo facevo portare anche da solo ). Esiste anche una varietà più scura.
Per concludere è impossibile non citare alcune bevande.
First of all, come molti di voi sapranno il Perù è il re del Pisco Sour. Ebbene, a Lima e più precisamente presso l’Hotel Maury, Sir Eloy Cuadros vi prepara il Pisco Sour originale, nel luogo in cui è stato creato e con la ricetta originale, direttamente dal lontano 1903.
Un’altra bevanda caratteristica è la Chicha morada, che si ottiene facendo bollire il grano scuro e l’acqua morada, poi si fa raffreddare e si aggiunge il limone ( oppure la frutta ) e si completa l’operazione con le spezie; viene fatta spesso anche in casa per accompagnare i pasti.
Esistono anche delle versioni alcoliche con l’aggiunta del Pisco.
Con queste belle scorpacciate, a noi europei, un po’ di mal di stomaco e dissenteria non ce li toglie nessuno, ma si sa che per godere bisogna anche un po’ soffrire, è la vita, no?
Famiglia e Amicizia
Ed ecco la parte più importante ed emozionante del mio viaggio: il legame con la mia famiglia peruviana di adozione.
Ognuno di loro mi ha insegnato tanto a suon di battute, risate, abbuffate varie e conversazioni profonde.
I genitori
Luciano, dalla simpatia frizzante e dalla vasta cultura mi ha raccontato tutto quello che adesso so su Lima e ci siamo scambiati opinioni sulla vita.
Nadina, donna dall’eleganza eterea, dal cuore grande e instancabile lavoratrice.
I figli
Angela, la mia hermana para siempre, dall’intelligenza vivace e dal carattere un po’ loquito, mi ha fatto ritrovare la felicità.Nadina, nata il mio stesso anno con segno zodiacale e ascendente invertiti rispetto a me, con cui ho tantissimo in comune.
Jamil, il giovane dottore un po’ timido, che parla poco ma quando parla fa commuovere tutti.
E la più piccola, Giordana, dalla gentilezza inestimabile e dal sorriso più bello del mondo.
Poi ci sono Jambo e Pippa, i due jack russell che hanno accompagnato con affetto (e leccatine varie) il mio sonno.

Infine mi sento di consigliare a tutti di andare a visitare questa città incredibile, intrisa di storia, colori e bellezza variegata. Ciascuno può trovarvi la sua meraviglia.
Io ci ho trovato un mondo intero e tanta gioia; mi sono ricongiunta con un popolo che sento mio. Nel frattempo fantastico sulle altre parti del Perù che non ho ancora visto, iniziando a fare diversi cerchi sulla cartina geografica che ho sul comodino per la prossima avventura. E ogni volta che ripenso ad una scena di questo viaggio, sul mio volto spunta un enorme sorriso peruviano.
Articolo uscito su Freeda Media.

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