Dopo non poca fatica tecnica per realizzare questo sito, posso solo confermare le mie peculiari doti di imbranata cronica per tutto ciò che riguarda aspetti grafici e giravolte del web.
Rendez-vous sarà una raccolta di storie, idee e pensieri che turbano o scuotono il mio già irrequieto vivere. Scriveranno anche delle belle penne appartenenti ad amici che hanno condiviso con me navette lavorative o goliardiche.
Ma veniamo al nocciolo della questione: il nome che ho scelto.
In primis devo dire che ho sempre subito il fascino elegante e leggiadro della lingua francese e della sua musicalità.
Il termine francese rendez-vous è l’imperativo di se rendre «recarsi», quindi «recàtevi» e nel linguaggio astronautico rappresenta il punto e momento d’incontro di una o più astronavi in orbita.
Quanta poesia eh.
Per me invece è l’importante lascito di un episodio delle mie estati da adolescente ribelle in Grecia.
Io e la mia vicina di casa al mare, Ottavia, amavamo fuggire di casa nel cuore della notte, alla veneranda età di sedici anni, per incontrare i nostri amici assai più grandi. Il piano era pressoché questo: i nostri genitori ci venivano a prendere al bar della spiaggia allo scoccare della mezzanotte ( ndr notoriamente d’estate i Greci a quell’ora si siedono a tavola per iniziare a cenare ), noi educatissime li ringraziavamo, andavamo in camera mia e ci facevamo una pennica di due ore.
Alle due di notte, dunque, io ed Ottavia preparavamo il nostro zainetto e procedevamo all’evasione da una finestra grande circa un metro per uno.
Ci aspettava una camminata di venti minuti al buio più totale, in cui scendevamo da una collina solitaria e un po’ sperduta fino al lungomare.
Ebbene, una notte di Agosto un mio conoscente, adulto, e amico dei miei genitori, passava con la sua macchina su questa collinetta e, scioccato, ci chiese dove stessimo andando.
Con una nonchalance degna delle più grandi attrici di Hollywood risposi che stavamo andando ad un “rendez-vous” con amici ( l’allure da fuggitive probabilmente ci aveva tradite ). La conversazione avvenne in greco.
Per chi non lo sapesse, in greco moderno l’espressione francese “rendez-vous” è usata frequentemente per indicare appunto un qualsiasi tipo di incontro.
Da qui l’idea di scegliere questo termine per il mio magazine, in cui proporre degli appuntamenti con particolari temi.
L’appuntamento più importante, va detto, è quello con la scrittura, che in così tanti amiamo.
Questa storiella è diventata più lunga di quanto avessi previsto, quindi concludo con delle dediche.
Il nome di questo progetto è dedicato alla mia amica di disavventure estive Ottavia, che oggi non c’è più e che mi ha regalato le vacanze più belle della mia vita.
L’arte della scrittura la dedico a mia mamma Fiora, anche lei non più presente in questo strano mondo.
Se è vero che scrivere è vita, ciò che viene scritto permane in eterno e sfida i limiti della materia e del tempo.
Buona lettura!
ph. credits copertina: Mia Battaglia
Il meraviglioso scatto in notturna è stato realizzato nell’isola greca di Kythira, dove è ambientata la storia sopra narrata.

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